Buongiorno, è ora che si inizi seriamente a investire sulle persone, dando fiducia incoraggiare i dipendenti e stimolarli nella crescita professionale. Basta veti, bandire il montaggio l' officina ai disegnatori è una enorme stupidita e ha creato danni seri, non c'è comunicazione scambio... di questo sono sicuro, in nome di che cosa! Perché il capo officina ha la coda di paglia, e vuole tener lontano la realtà , di che ha paura....L' informazione deve circolare ci deve essere uno scambio continuo di informazioni questo fa crescere. Poi ci deve essere un innesto di cavalli, basta con i cavalli stanchi, che vadano in pensione e se la godano...I progettisti devo anche seguire gli avviamenti sui cantieri non sono soldi buttati.....anche i giovani devono seguire questa via. Innovare, rendere il lavoro coinvolgente partecipato, per chi lo desidera e vuole crescere. Non prendere i giovani solo perché si possono pagare meno. E' il costo il mantra aziendale? Oh come siamo...meno costano gli operai e più si va bene, no, sono le competenze il livello di conoscenza e capacità dei propri dipendenti, è questo che fa prosperare le attività.Ora non aggiungo altro ho detto fin troppo ora a voi .... tacere. A presto.
sabato 28 maggio 2016
venerdì 13 maggio 2016
Bene
Buongiorno, oggi abbiamo assistito, a una inversione di tendenza, è andato in pensione un operaio, e devo dirlo, uno che non ha mai mollato per 42 anni. Con un impegno e capacità da ammirare, e per fortuna il buon senso oggi è prevalso. La direzione ha dato un saluto e un ringraziamento. Questo gesto è stato apprezzato da tutti, ne sono stato molto felice personalmente, per Osvaldo in primo luogo, poi anche perché si spera che l' ambiente di lavoro migliori in futuro. Ciao Osvi goditi una strameritata pensione CIAO......
domenica 1 maggio 2016
Frattura
Buon giorno, segnalo una mia brutta sensazione . Ormai è da tempo che c' è una netta frattura tra operai e datori di lavoro, ma ora si percepisce anche una sensazione, forse di risentimento,. L' ultimo episodio, anche se potrebbe sembrare insignificante, lo sintetizzo in poche parole. Un operaio dopo 42 anni di lavoro sempre presso la stessa azienda raggiunge i requisiti della pensione, si presume che il datore di lavoro porga lui un ringraziamento un saluto nel momento delle dimissioni...... Niente di tutto ciò si è verificato, il dipendente molto educato è dovuto andare lui a salutare, questo cosa può significare? Non riesco, dare risposte ragionevoli,è fuori dalla mia comprensione......Una volta i datori di lavoro ci tenevano ad avere carisma avevano considerazione dei propri operai ed erano ricambiati. Probabilmente i datori di lavoro non amano essere stimati, non è più un valore,....ma forse c'è anche una mancanza di buon senso,... del rancore..... mah è fuori dalla mia portata. Questo episodio penso sia il segno di una situazione che non si risolverà, e peggiorerà con il tempo ... Ognuno di noi potrà dare il proprio parere, io come collega posso solo fare gli auguri per una serena e felice pensione ai colleghi che sono andati in pensione un grazie per tutto quello che avete fatto sempre con grande dignità e orgoglio, OPERAI.
sabato 9 aprile 2016
Scudiero
Buongiorno oggi mi sono ricordato, di un collega che non c' è più, soprannominato Scudiero.Non so a che proposito, ma solo i più vecchi si ricorderanno di lui. Racconto in breve la sua storia scusatemi se sintetizzo e semplifico in modo esagerato ma se qualcuno vorrà potrà ampliare correggere...ma già so che non lo farà nessuno. Scudiero uso il soprannome, non per mancanza di rispetto ....per anonimato. Arrivò molto giovane in azienda forse aveva 17 anni , fu un' assunzione inusuale per l 'azienda, abituata ad assumere gente matura. Il vecchio principale aveva giustamente un occhio di riguardo, voleva far crescere il ragazzo in azienda, forse ebbe un po' di fretta. Fu mandato in trasferta in Messico un po' troppo presto per un periodo di tempo abbastanza lungo. questa esperienza aveva un po segnato il ragazzo, nel bene e nel male. Purtroppo il vecchio principale morì, e con esso morì anche il riguardo, chi prese il suo posto fece l' opposto. Nacquero degli attriti .Scudiero si era illuso ,non aveva valutato con che f. aveva a che fare. Si dimise andò in un paio di aziende ma non si inserì veramente,almeno così ne ebbi la sensazione. Lo incontrai un giorno ad una riunione sindacale, anche lui era delegato sindacale, non mi diede la sensazione di serenità, ma di rassegnazione. Niente però mi fece presagire ciò che sarebbe successo di li a poco. Ero in trasferta in Corea , quando la moglie mi diede la notizia che Scudiero si era suicidato.... ne restai molto addolorato... Mi ricordo che quel soprannome glielo diedi io.
sabato 5 marzo 2016
premio aziendale; ZERO
Buongiorno, scrivo per informare che per l anno 2016 non
sarà erogato nessun premio di risultato. In quanto non sono stati raggiunti gli
obbiettivi minimi per tale erogazione. L’ opinione diffusa tra i dipendenti era
di ben altro avviso, ma i conti non sono stati di questa opinione. Non voglio
dare mie opinioni, ma solo cercare di analizzare e giustificare il perché anche
in presenza di un volume di lavoro consistente non si è giunti a tale
obbiettivo .Negli ultimi anni c’ è una
crisi per il nostro settore molto grave , l’ azienda ha dovuto limare i prezzi
di listino per poter vendere , questo va a scapito del volume di fatturato, che
è il parametro utilizzato per il calcolo del premio con il numero dei
dipendenti. Ora questo è senza dubbio una delle ragioni, poi sicuramente ve ne
sono altre , primo fra tutti l’ organizzazione che non riesce a coinvolgere ,
non comunica non sa ascoltare e fare tesoro delle esperienze che vengono
soprattutto dal basso. Ci sono stati dei piccoli cambiamenti, ben fatti con persone
di esperienze, ma non è sufficiente . Il sistema di calcolo di questo premio lascia molti dubbi
perché non vi è possibilità di verifica , la proporzionalità partendo da zero è
il primo requisito minimo che deve essere
introdotto nel contratto aziendale basta step. In azienda lavorano personaggi che in tempi passati sono stati una risorsa
ma oggi sono il più grosso limite per il cambiamento di cui l’azienda avrebbe assoluto bisogno. Ci vuole
intelligenza non arroganza ripeto ancora
,ascoltare rispettare stimolare la partecipazione, ascoltare e valutare se si
dicono stronzate o idee intelligenti……ascoltare…..Anche io voglio ascoltare le vostre opinioni, idee.
Ciao
sabato 5 dicembre 2015
Esse
Buongiorno, circa vent' anni fa, l' azienda per cui
lavoriamo si trovò in una situazione simile per certi aspetti ad oggi. L'
allora proprietario si era reso conto che le macchine che produceva stavano
andando fuori mercato per il prezzo di produzione elevato, la concorrenza
vendeva a prezzi inferiori. Contro il parere di molti suoi diciamo consiglieri
tecnici soci decise di far disegnare le macchine che tenessero conto
principalmente dei costi di produzione, senza tuttavia rinunciare alle
prestazioni. A quei tempi lavorava un progettista di grandi capacità ( sapeva
progettare da un foglio bianco) i suoi colleghi lo chiamavano il Certusin con
ironia , ma secondo me per invidia. Fu affidato a lui e ai suoi collaboratori
il nuovo progetto, che prese il nome ESSE. Quasi tutto fu ridisegnato e con il
tempo seguirono numerosi affinamenti, tutti nell' ottica della funzionalità e
del costo. Grazie a questo nuovo corso l' azienda riusci ad imporsi sul
mercato. Le nuove macchine da prototipo diventarono standard per alcuni anni si
continuò su questa via, poi venne a mancare il vecchio proprietario , e
successivamente anche il progettista ( Certusin). Sull' onda di questa spinta,
la nuova dirigenza continuò per alcuni anni. Cominciarono a presentarsi le
prime difficoltà ,la nuova dirigenza giustamente penso di diversificare la
produzione, e di allargarsi. Fu sicuramente una buona idea ma purtroppo non c'
era più il cavallo di razza, ei successi furono alterni. La spinta l'
entusiasmo si assopirono, l' organizzazione si appannò, ognuno curava il suo
orticello . Era venuto a mancare anche il carisma del vecchio proprietario, ma
soprattutto a mio avviso l' intuito, e la capacità di ascoltare e vedere. Non
so se la mia ricostruzione molto stringata, sia corretta, sicuramente ci sono
molte cose da aggiungere. Spero che qualcuno prenda spunto, per correggere e
ampliare la mia ricostruzione. Di nuovo buon Natale
venerdì 27 novembre 2015
futuro ....incerto, difficile?
Buongiorno, siamo ormai vicini alla fine dell'anno 2015, ed è tempo di bilanci. Vorrei dire che il 2015 è stato un anno positivo, ma non posso, troppe cose non vanno. Ma quello che più preoccupa,è l' organizzazione che zoppica, dove la condivisione latita, tutto questo provoca seri disguidi. Cerco di spiegarmi, la condivisione può non essere necessaria, purchè ci siano delle delle direttive chiare, le responsabiltà devono essere logiche,fatte possibilmente con persone che abbiano conoscenza e possibilmente un briciolo di esperienza.Il detto morto un Papa se ne fa un altro, è vero ma i risultati non sono sempre gli stessi. Alla prossima fiera in Germania......una ditta nostra rivale presenterà una macchina(1200) dove siamo ( diciamo siamo....) da molti anni considerati tra i migliori. Da indiscrezioni, con un inedito sistema di raffreddamento brevettato. Nei ranghi dei nostri concorrenti a trovato posto un pezzo da 90 , dalla nostra( diciamo nostra...) che conosceva molto bene le caratteristiche tecniche. I motivi del divorzio non mi interessano, ma forse le conseguenze di certe scelte si......Da questo mercato ci stiamo progressivamente emarginando, da soli ,diciamo che a spanne in 6/7 anni si è dimezzata la produzione. I motivi sono sia interni che esterni. Il mercato del filo è ormai in mano ai Cinesi per un 50% questo il fattore esterno. Mentre per colpe interne( primo fra tutti essere convinti che sia un mercato finito, senza grossi margini) soprattutto per chi fa pochi pezzi (ora). Non aver investito, non aver voluto ascoltare chi vede il prodotto funzionare, chi lo monta e avere zero idee su anche piccoli miglioramenti possibili. Ora si può solo sperare che i dirigenti, non abbandonino il vecchio per buttarsi in nuove imprese, dove dal recente passato abbiamo ottenuto numerosi insuccessi. Non possiamo fare altro che guardare purtroppo, e sperare che la presunzione non prevalga sul buon senso. Come al solito vi invito a dire la vostra, senza paura anche se ormai.....Buon Natale a tutti.
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